Il governo è in affanno e non è
in grado di gestire il Paese. Peggio ancora, problemi come Bdt, Asset
Banca, esterovestizione, forfetone, Centrale del latte, senza
dimenticare le mai risolte questione relative alle antenne e alla
casa da gioco, hanno innescato una preoccupante spirale di sfiducia
nei confronti della politica. Un governo cosiddetto “riformista”
che di buone riforme non ha mai fatto nulla
L’ingresso dei DDC, che avrebbe dovuto “stabilizzare” la maggioranza, dopo
la crisi dell’ottobre scorso, di fatto si è rivelato
assolutamente inefficace. Fibrillazioni e scivoloni consiliari sono
continuati lo stesso e hanno annullato l’ipotesi di ulteriori
allargamenti.
L’anello debole è AP, che per mantenere le
poltrone si è “mangiata” 15 anni di iniziativa politica.
La richiesta di elezioni anticipate è solo un bluff: continua
a minacciare il ritiro della sua delegazione se non dovessero
verificarsi le condizioni per governare, ma di fatto le condizioni
non ci sono e AP continua a stare al suo posto. Prendere tempo,
continuare a galleggiare: questo cerca di fare il governo, come del
resto ha esplicitato anche nell’ultima verifica di maggioranza. Ma
il Paese è completamente bloccato. Meglio sarebbe che questa
maggioranza dichiarasse forfait.
Aria più serena soffia
sul fronte dell’opposizione che, dopo un percorso abbastanza
accidentato, ha finalmente trovato la via per rinvigorire la sua
azione politica in vista della costruzione di una coalizione
alternativa all’attuale maggioranza. Ora è chiaro, nessuno
dei partiti è disposto ad andare a fare da stampella. Anzi, è
ferma intenzione di lavorare molto per strutturare proposte e
programmi in grado di dare una soluzione valida ai grandissimi
problemi che stanno rischiando di gettare il nostro Paese in una
recessione medievale.
In questa cornice si inserisce in maniera
perfettamente complementare il percorso di aggregazione seguito in
questi mesi con Alleanza Nazionale, contrassegnato da tappe
importanti, a livello parlamentare, logistico e di attività di
partito. Anche visto in retrospettiva, questo è stato il primo
punto fermo all’interno di un progetto politico centrista.
“Siamo
pronti” ha sottolineato con soddisfazione il segretario Angela
Venturini, annunciando l’imminente presentazione del simbolo che
contraddistinguerà le due forze fino alla prossima
consultazione elettorale.
Infine, si è parlato anche di
referendum, per organizzare i prossimi impegni accanto al Comitato
Promotore per la preferenza unica e dare il massimo contributo
possibile all’affermazione del “sì”.